Ferrara, Itinerari da non perdere

Ferrara, città del rinascimento dell'Emilia Romagna dominata dalla famiglia d'Este, strette vie medioevali ne sono la caratteristica principale. Splendidi palazzi, case nobiliari, chiese, castelli e opere d'arte: una città da vivere gostandosi, negozi e caffè.


Il centro medioevale di Ferrata
L'itinerario ha inizio dal Castello Estense. Si prosegue poi verso il centro storico medievale dove si erigono la Cattedrale (si consiglia di visitare anche il museo) e l'antico Palazzo Ducale (solo esterno), oggi sede del Comune.
Partendo dal lato destro della Cattedrale è possibile percorrere alcune delle più caratteristiche strade del Medioevo: San Romano, via delle Volte (a sin.), vicolo del Carbone (a sin.), via Scienze (a sin.) dove sorge l'imponente Palazzo Paradiso (sede della Biblioteca Comunale Ariostea).
Di qui deviare a destra in via Gioco del Pallone e subito a sinistra in vicolo del Granchio per ammirare la chiesetta di San Gregorio.
Proseguire a sinistra in via Cammello, dove sorge la Casa di Stella dell'Assassino, fino a sbucare in via Saraceno all'altezza della chiesa di San Antonio Vecchio.
Ritornare in centro lungo via Saraceno e via Mazzini, strada principale del ghetto, dove sorge la Sinagoga.

Castello Estense

L'imponente fortezza al centro della città fu fatta innalzare nel 1385 da Nicolò II° d'Este a protezione dagli attacchi esterni, ma soprattutto dalla popolazione locale che aveva manifestato il suo malcontento per le restrizioni del governo estense.
Venne incaricato del progetto l'architetto di corte Bartolino da Novara; la nuova costruzione venne addossata alla vecchia Torre dei Leoni, inglobata nell'edificio, munito così di ben quattro torri angolari congiunte fra loro da cortine murarie.
Per diversi decenni il castello fu solo una potente macchina militare, fino a quando, a partire dal 1450, venne progressivamente trasformato in dimora signorile e spazio per la corte, con continui abbellimenti interni ed ampliamenti.


Cattedrale Piazza Duomo

Eretta nel 1135 e decorata con motivi marmorei verso la fine del XIII secolo, rappresenta una fusione perfetta fra stile romanico e gotico.
Nella facciata spicca il portale mediano preceduto da un protiro del XII secolo di eccezionale bellezza: nella lunetta è la figura di San Giorgio, opera di Nicholaus, uno degli artisti più rappresentativi della scultura romanica in Italia; nel timpano si possono ammirare scene del Giudizio Universale ispirate iconograficamente e stilisticamente all'arte gotica francese.
Lungo il fianco destro della Cattedrale corrono due ordini di gallerie, ornate da colonnine di diversa forma; la parte inferiore è occupata da un portico continuo con botteghe, detto Loggia dei Merciai, del XV secolo. Qui si apriva la Porta dei Mesi, così chiamata dalle magnifiche formelle scolpite con la rappresentazione dei mesi, oggi conservate nel Museo del Duomo.
Il campanile, incompiuto, è un progetto di Leon Battista Alberti. L'abside semicircolare con decorazioni in cotto è opera di Biagio Rossetti.
L'interno, le cui decorazioni e struttura risalgono ai secoli XVIII-XIX, ospita importanti opere di pittori ferraresi del XVI-XVII secolo: da Bastianino a Garofalo.
Particolarmente interessante è l'affresco che copre tutta la volta dell'abside, il capolavoro del Bastianino che rappresenta il Giudizio Universale ispirato la più famoso Giudizio michelangiolesco della Cappella Sistina.


Palazzo Ducale

Il Palazzo Municipale (ex Palazzo Ducale) fu costruito a partire dal 1243 e divenne residenza della famiglia Estense sino al XVI secolo, quando la corte si trasferì nel Castello.
Proprio di fronte al protiro della Cattedrale si trova il Volto del Cavallo; ai lati di questo antico accesso al palazzo di Corte stanno un archetto ed una colonna sui quali sono poste le statue del Marchese Niccolò III a cavallo e il duca Borso d'Este in trono.
Attraverso il volto si raggiunge l'ex cortile Ducale (oggi piazzetta Municipale), sul quale si affacciano le finestre marmoree degli appartamenti estensi. Vi si ammira anche un bellissimo scalone d'onore eretto nel 1481 dall'architetto Pietro Benvenuti, accanto al quale si trova la ex Cappella di corte, fatta costruire da Ercole I d'Este e ora trasformata in sala teatrale.
All'interno si possono visitare: il Camerino delle Duchesse, un piccolo ambiente concepito forse per Eleonora e Lucrezia d'Este, splendidamente decorato nella seconda metà del '500, e la Sala dell'Arengo, affrescata tra il 1934 ed il 1938 da Achille Funi.


Via delle Volte e via Ripagrande

Le due strade segnano gli assi lungo i quali si è sviluppata la città lineare, la Ferrara dal VII al XI secolo.
Via Ripagrande e la sua parallela, via delle Volte, costituivano i principali assi distributivi del porto canale, influenzarono in modo determinante lo sviluppo successivo di tutta la città. Nella via delle Volte lo sviluppo in profondità venne risolto architettonicamente con la creazione di passaggi aerei, gli attuali volti che punteggiano la via, per collegare i magazzini, sulla riva del fiume alle botteghe-abitazioni verso il centro.
E' consigliabile percorrere un buon tratto di entrambe le vie per godere della visione di edifici trecenteschi (come la casa Gombi al n. 112 di Via Ripagrande) e quattrocenteschi, nonché del fascino delle viuzze che da esse si dipartono, soprattutto nel tratto compreso tra via e via Giuoco del Pallone.


Palazzo Paradiso Via delle Scienze, 17

Edificato nel 1391 per volontà di Alberto V d'Este, il palazzo passò in seguito a diversi proprietari finché, nel 1567, il cardinale Ippolito II d'Este lo diede in affitto al Magistrato dei Savi per trasferirvi tutte le facoltà universitarie. Nel 1586 il Comune acquistò definitivamente l'immobile.
Alla fine del XVI secolo iniziarono radicali lavori di trasformazione, con lo spostamento del prospetto da via Gioco del Pallone a via delle Scienze e la costruzione della torretta con orologio e del portale marmoreo.
Nel 1753 fu qui fondata la Biblioteca Civica, poi intitolata all'Ariosto.
Nel 1963 la sede dell'università fu spostata e il Palazzo rimase sede della Biblioteca, che conserva preziosi manoscritti, incunaboli, codici miniati, cimeli dell'Ariosto e di altri famosi scrittori.
All'interno i restauri hanno riportato alla luce decorazioni del '600, '700, '800 al primitivo splendore ed hanno anche permesso la riscoperta di brani notevoli di affreschi più antichi. Di particolare interesse sono la tomba dell'Ariosto, disegnata dall'Aleotti nel 1612, il grandioso scalone d'onore ed il Teatro Anatomico, entrambi del XVIII secolo.


Ghetto ebraico

Con il nome di "Ghetto" si indica la zona che venne chiusa da 5 cancelli tra il 1624 ed il 1627 e designata come unico spazio concesso agli ebrei residenti in città. Con tale provvedimento anche Ferrara si allineava alla politica papale vigente.
I cancelli del ghetto vennero definitivamente abbattuti nel 1848, in seguito all'Unificazione italiana.
L'area del ghetto comprende via Mazzini, le vie Vignatagliata e della Vittoria, piazzetta Lampronti.
La caratteristica principale degli edifici del ghetto è di avere avuto uno sviluppo irregolare nel corso dei secoli XVII - XIX, dovuto all'aumentata concentrazione delle abitazioni, il cui fronte interno e le aree cortilizie, si affastellarono le une sulle altre.
Le case presentano decorazioni in cotto di portali, finestre e cornicioni e sono impreziosite da graziosi balconcini in ferro battuto.


 
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