Vacanze e visita di Piacenza

Piacenza e la sua provincia offre una sequenza ininterrotta di brillanti fasi artistiche: dagli episodi monumentali alle esperienze del rinascimento, fino agli esempi di edilizia civile del XVII e XVIII.


Itinerario eno gastronomico Emilia Romagna:

Piacenza-Bologna.
Usciti dalla A1 a Piacenza, seguendo la 587, dopo aver superato la rinascimentale Cortemaggiore, Busseto e Zibello, famosa per il culatello (coscia del suino rifilata e insaccata), si giunge a Soragna, adagiata nella fertile Pianura Parmense.
L'interessante maglia urbana di Soragna contiene rilevanze architettoniche dal XIV al XIX secolo, come la rocca, mentre nelle sale dell'Antica Osteria Ardenga, si possono gustare: culatello, anolini in brodo di cappone, gnocchetti verdi con polpa di salame, oca e anatra cotte nel forno a legna. Ne vale la pena.

Si prosegue per la rocca di Fontanellato, la fluviale Boretto, e Guastalla, città dotata di ampi spazi verdi legati al fiume, di un nucleo storico rinascimentale, e di un ristorante La Briciola, che offre una cucina basata sulla genuina tradizionale emiliana, dalle specialità a base di pesce alle pizze originali, tra cui ricordiamo la pizza al pesce spada e rucola e la pizza agli scampi ed asparagi. Da provare, come da provare è il rinomato ristorante Rigoletto di Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, che vi sorprenderà con un tripudio di sapori grazie ai divini tortelli di patate con lardo e timo.

Da Reggiolo si prosegue per Novellara, che conserva il suo impianto cinquecentesco, visibile nella collegiata di Santo Stefano, e nella rocca, che si erge nel centro cittadino, monumento più significativo della Novellara gonzaghesca; poi, Correggio, patria di Antonio Allegri, detto Il Correggio, dove molto ben conservata è la parte storica e notevoli sono i piatti del ristorante La Scaletta: tortelli, scaloppe, insalate lavorate, secondi al balsamico che soddisferanno i palati più esigenti.

Dopo Carpi, degna di attenzione, si attraversa Sorbara, patria del Lambrusco di Sorbara doc, che ha anche alcuni buoni produttori e l'agriturismo Marandello. Si giunge a Nonantola, legata a doppio filo con l'Abbazia benedettina, una delle più importanti d'Italia, centro religioso, culturale, amministrativo, politico. Da visitare anche la torre dei Bolognesi, le strade porticate, la chiesa romanica di San Michele Arcangelo. A Nonantola c'è anche, dal 1861, l'Osteria di Rubbiara: tortelli, tortellini, maccheroni al pettine, i piatti con l'aceto balsamico tradizionale, sublimi frittate, dolci fatti in casa, della tradizione. E dopo Finale Emilia, sul Panaro, con la sua rocca estense, si giunge a San Giovanni in Persiceto sulla 256,al casello dell'A1 (o della A14) di Bologna: l'itinerario si conclude.


 
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